recensione di un corto che non c’è
La storia di Flavio, della sua inquietudine, della sua delusione. Le sue domande, le sue risposte, quelle che non riesce a vedere ma custodiscono la sua vita.
Il suo errore è stato far diventare l’abitudine normalità, abbandonandosi ad essa e al suo circolo vizioso.
Un buon lavoro, una famiglia stupenda, nulla che possa considerare problema se non la sua insoddisfazione e l’amore che negli altri non riesce a vedere.
È lui a decidere la fine del suo viaggio che inizia perdendosi per le strade, aggirandosi sui marciapiedi nutrendo i suoi sensi e, stregato, continuando a cercare l’amore.
Urla le sue domande come se volesse liberare il corpo e la mente da esse, cerca sguardi per trovare solitudini, cerca risposte perché in fondo ama la vita.
Una lettera di saluto, parole di addio, consigli dal cuore contro le illusioni della mente.
Un foglio macchiato d’inchiostro, una vita pronta a macchiarsi di rosso.
Un solo attimo di coraggio per arrendersi alla sconfitta e proprio li ricevere la risposta, un regalo inaspettato, una replica senza parole, ancora tempo per vivere senza farsi più domande.


la prima storia “senza fatti”
a natale, nei migliori cinemi. anzi, come direbbe la mamma di menda: nei migliori cimeni.
non ho capito come lo leghi con le quello che hai scritto prima.
Ciao
fla…
neanche io
ah.. flavio, nessun riferimento personale con la tua persona!
ho solo immaginato il mio personaggio con l’immagine acustica del tuo nome!
p.s.: per i diritti ti farò parlare con il mio Manager Zeuro
Se mi avesse dato fastidio…te lo avrei detto…pero a pensarci bene i diritti…mmm…allora facciamo una cosa vado a chiederli prima a quello dei pacchi
Ciao
Fla…